«La memoria è il luogo dove tutto ciò che è stato continua a esistere, ma non più nella forma in cui è stato.»
Italo Calvino
I nostri passi non necessariamente avranno una meta, ma alleneremo l’attenzione, ci nutriremo di sguardi e parole.

Conoscere un paesaggio significa imparare ad ascoltarne il respiro. Solo così può nascere un legame capace di trasformare lo sguardo in cura. Il Festival invita gli autori a vivere la valle, ad abitare il tempo dei suoi sentieri, a incontrare le voci di chi la custodisce. Da questa esperienza prendono forma cammini, racconti, poesie e performance, nati non dal consumo dei luoghi, ma dall'incontro con la loro reale essenza. Ogni opera lascia una traccia: una memoria condivisa, un patrimonio da custodire e consultare, perché la montagna continui a parlare a chi saprà attraversarla con occhi nuovi e con rispetto.

Le residenze 2026 sono in corso. I luoghi attraversati, gli incontri, i gesti e le emozioni raccolte lungo il cammino si trasformano in opere che nascono dalla presenza vissuta, dalla relazione con il territorio. Durante il festival 2026, gli autori torneranno nei luoghi della ricerca per condividere con il pubblico questo percorso, dando vita a un dialogo che intreccia memoria, presenza e creazione. 

Al termine del festival sarà possibile consultare il book delle residenze 2026.

 

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